Virtualizzazione dell’archiviazione

La virtualizzazione dei server attuata da VMware, Citrix e Microsoft ha generato un acceso entusiasmo nel mondo aziendale, consentendo alle organizzazioni di consolidare decine o centinaia di server fisici in un unico o in pochi server hardware, contenenti più server virtuali. I risultati di questa innovazione sono una netta riduzione dei costi delle strutture hardware, un aumento dell’efficienza nell’uso delle risorse del server, un notevole risparmio in termini di alimentazione e raffreddamento e un più elevato livello di flessibilità e agilità..

La virtualizzazione dell’hardware esistente e la relativa conversione in file eseguiti side-by-side all’interno di un unico grande server hanno risolto moltissimi problemi. Tra i principali interessi soddisfatti da questa tendenza è possibile annoverare il contenimento dei costi connessi al consumo energetico, il risparmio di denaro consentito dalla riduzione del numero di sistemi unici, lo sfruttamento più efficiente di determinate capacità.

Il più importante problema da risolvere rimane quello di individuare la risorsa in cui archiviare i dati, visto che sia la virtualizzazione sia i server virtuali devono necessariamente memorizzare i dati in qualche parte. Per via della digitalizzazione dei processi aziendali, dell’adozione di applicazioni audio e video richiedenti molto spazio su disco, della necessità di conservare i dati più a lungo per conformarsi alle varie normative e pressioni legali, così come dell’esigenza di avere una forte presenza nel Web, le odierne organizzazioni, indipendentemente dalle dimensioni, ogni anno vedono raddoppiare o addirittura triplicare le proprie esigenze di archiviazione. Purtroppo, nel mondo fisico, l’archiviazione è di norma associata a un singolo server o a una singola applicazione. Benché esistano numerosi tipi di soluzioni di virtualizzazione, il concetto di archiviazione per la virtualizzazione è di per sé alquanto intuitivo e simile a quello di virtualizzazione del server. L’archiviazione per la virtualizzazione astrae l’aspetto logico dell’archiviazione dagli aspetti fisici, in modo che sia possibile raggruppare e condividere grandi quantità di archiviazione tra più applicazioni e server, indipendentemente dall’hardware fisico sottostante. Questa tecnica maschera le complessità intrinseche alla configurazione e alla gestione del singolo dispositivo di archiviazione e consente di eseguire tutte le operazioni di provisioning, controllo e allocazione nell’ambito di un’unica interfaccia di gestione della virtualizzazione. Il risultato è un singolo pool di archiviazione logico che può essere suddiviso, ripartito e allocato alle applicazioni nel modo desiderato.

Tecnologia di archiviazione

La NAS, Network Attached Storage, è un’archiviazione dei dati di un computer connessa a una rete di computer. Opera a livello di file e fornisce l’accesso ai dati a un gruppo eterogeneo di client. La NAS non solo opera come server di file, ma è specializzata in questa funzione. L’espressione “a livello di file” significa che la NAS riceve i dati sotto forma di file inviati da un client all’interno della rete. Pertanto, la NAS fornisce sia capacità di archiviazione, sia un file system interno per archiviare i file ricevuti. Il traffico dei dati tra i client e la NAS è basato su protocolli quali SMB/CIFS (Server Message Block/Common Internet File System), FTP (File Transfer Protocol) e/o NFS (Network File System).

L’altra fondamentale tecnologia per l’archiviazione dei dati è la SAN, Storage Area Network. La SAN è una rete dedicata che fornisce accesso a un’archiviazione di dati consolidati a livello di blocco. Le SAN sono principalmente impiegate per rendere accessibili ai server i dispositivi di archiviazione, ad esempio la serie di dischi, in modo che questi vengano visti dal sistema operativo come dispositivi associati localmente.

Il dispositivo di archiviazione della SAN, in genere, non è accessibile da altri dispositivi attraverso la rete LAN, contrariamente a quanto si verifica di norma con una NAS. Di solito le SAN utilizzano uno standard per reti di archiviazioni basato sul protocollo Internet (IP), ovvero iSCIS (Internet Small Computer System Interface), che consente di collegare le strutture di archiviazione dei dati.

Il protocollo permette ai client (denominati iniziatori) di inviare comandi ai dispositivi di archiviazione iSCSI (denominati destinazioni) su server remoti. In questo modo, le organizzazioni possono consolidare l’archiviazione in array di archiviazioni di centri dati facendo in modo che gli host (ad esempio server Web e database) li vedano illusoriamente come dischi collegati localmente.

NAS e SAN

 

La virtualizzazione può essere eseguita con un’archiviazione di rete (NAS) o con una rete di archiviazione (SAN) oppure con entrambe. Tuttavia, a causa delle notevoli differenze che intercorrono tra le prestazioni di una NAS e di una SAN, non è in genere consigliabile combinare le due tecnologie in una strategia di virtualizzazione. Alcune soluzioni funzionano anche con l’archiviazione collegata a server. La maggior parte delle organizzazioni procede alla virtualizzazione adottando l’una o l’altra tecnologia. Di solito, si preferisce la SAN per i vantaggi che offre in termini di prestazioni. Ciò stante, una piccola azienda che si avvale soprattutto della tecnologia NAS può efficacemente utilizzare quest’ultima anche per il processo di virtualizzazione.

Come esplicitato in precedenza, esiste una notevole differenza tra le specifiche modalità di funzionamento di una NAS e di una SAN. La prima è orientata ai file, la seconda a livello di blocco. Non è comunque ammissibile sostenere che tra le due tecnologie non esistano legami.

Le serie TeraStation™ 4000, 5000 e 7000 di Buffalo, infatti, supportano l’archiviazione NAS e la destinazione iSCSI su un unico e solo dispositivo. Con l’aiuto di un cosiddetto LVM (Logical Volume Manager, Utilità di gestione dei volumi logici), un utente può dedicare una parte della capacità totale alla NAS e al workgroup, utilizzare un’altra parte come LUN (Logical Unit Number, Numero di unità logiche) e riservare la capacità iSCSI per l’ambiente di virtualizzazione.

Dispositivi utilizzabili simultaneamente come server NAS e destinazione iSCSI

È possibile creare volumi NAS e iSCSI in un singolo RAID array e utilizzarli simultaneamente in un unico dispositivo.

Vantaggi

  • L’unità TeraStation è virtualmente collocabile in un punto qualsiasi dell’ufficio
  • Il costo totale di proprietà (TCO) si riduce perché si utilizza un’archiviazione centralizzata per entrambi gli ambienti
  • Grazie all’intuitività di utilizzo, la gestione può essere eseguita in modo completo anche da persone non esperte in scienze informatiche